Pioggia.

11 Maggio, a Milano non smette di piovere.

Vuoi non aggiungere al tedio da quarantena anche la voglia di morire della meteoropatia? Tutte ce le ho, non me ne manca una. Un lunedì di merda dopo una domenica di merda. Si può solo migliorare.

Mi son detta ‘scrivici su’, ma ora davanti a questo schermo bianco ho ben poco da raccontare. Anzi, di cose da dire ne avrei, del turbinio che ho in testa, ma non ci conosciamo ancora abbastanza, e’ presto.

Quant’è sbagliata questa cosa, dirsi ‘è presto‘, per cosa poi? Rispetto a quale scadenza? Rispetto a quale punto di vista? Presentatemi lo stronzo che batte i tempi delle nostre vite, voglio farci due chiacchiere. Mi venisse a spiegare chi può decidere quand’è il momento giusto per sorridere timidamente, sentire le mani che sudano, dire ‘basta’, chiudersi le porte in faccia, correre, tornare a casa, uscire, imparare, rompersi una gamba, fare quella chiamata, arrendersi.

Ha ricominciato a piovere, qualcuno si è incazzato. Anche i tuoni, sul serio? Guarda che io stavo già a posto così eh, non serviva. Se esco viva da questa quarantena, e chi m’ammazza, ho combattuto contro me stessa. Non so quali saranno le conseguenze onestamente, magari nel frattempo divento di pietra (di marmo sicuramente no).

Sicuramente mi sono conosciuta di più in questi due mesi che in tutta la mia vita forse, non perché prima non volessi eh, ma non ne avevo il tempo. Non avevo il tempo di fermarmi e chiedermi: “Senti ma cos’è che vuoi? Perché non ti fermi e la smetti di ripeterti che va bene così, che tanto passa veloce? Ma dove scappi?”

Ho sempre fatto così, come se fosse un cerotto. Percepivo il pericolo, il dolore, e allora ecco che dovevo subito arrivare al punto di provarlo, strappare via il cerotto perché “cazzo se fa male, ma poi subito passa”, e ricominciare a correre. E invece ora sono costretta a stare ferma, quando qualcosa non va, a sentire tutto quello che devo sentire ed affrontarlo. Non posso più dirmi “fai altro, distraiti“, sono costretta a spacchettare, sviscerare, guarire più lentamente. Chi l’avrebbe mai detto che lo stress sarebbe stato un lusso? Chi l’avrebbe detto che mi sarebbe mancato l’esaurimento nervoso della mia vita?

Niente, ci rifletterò, credo che qui ci sia un ultimo cerotto da strappare.

 

2 commenti su “Pioggia.”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *