Una mela intera.

Un tempo gli uomini erano esseri perfetti, non mancavano di nulla e non v’era la distinzione tra uomini e donne. Ma Zeus, invidioso di tale perfezione, li spaccò in due: da allora ognuno di noi è in perenne ricerca della propria metà, trovando la quale torna all’antica perfezione…

Comincio la mia avventura nel fantastico mondo dei ‘blog’ con questo estratto de ‘Il mito della mela‘ descritto nel Simposio di Platone, secondo cui quel cattivone di Zeus decise di indebolire gli esseri umani così arroganti e perfetti, dividendoli a metà, e condannandoli quindi ad errare tutta la vita per ritrovare il proprio complementare. Grazie Zeus, ma soprattutto PLATONE, ce la fai?!

Mi chiedo, consapevole che non tutti abbiano avuto il piacere di conoscere gli scritti di Platone, se potrebbe essere proprio lui il responsabile di questa dilagante convinzione che per essere felici basti trovare la metà della mela. O forse anche lui era vittima di quella sensazione di ‘incompletezza’ che si prova (troppo spesso, oserei dire) quando ci si ritrova a camminare da soli? Beh, se anche Platone soffriva per amore, forse il Simposio e’ solo un antico antenato di questo blog.

In ogni caso, come potrete dedurre, ci son cascata anche io, si. Ho passato gli ultimi mesi (anni?) nella convinzione che lì fuori da qualche parte avrei trovato la metà, ma ho capito presto, e con non poche conseguenze, che non c’è niente di più sbagliato. Ma chi lo dice che da soli/e non siamo abbastanza? Ma chi lo dice che non valiamo un intero? Ma mi ci metto pure io in questo gruppo di recupero guarda…

Sì, perchè anche io mi ritrovo a dubitare del mio valore quando non viene riconosciuto dagli altri come vorrei, e per ‘altri’ intendo amici, familiari, e quellì lì. Si, quelli lì, I MASCHI. Ma poi soprattutto, ammesso che sia così, ossia che siamo tutti destinati ad incontrare questa fantomatica anima gemella (con i tempi che corrono poi, in bocca al lupo), davvero fino a quel momento vogliamo continuare a ‘fingere di vivere’?

Poi mi fermo e penso che tutti i miei traguardi, tutti quelli che definirei, per dirla in termini evolutivi, ‘scatti di crescita‘, li ho raggiunti all by myself ( Celine Dion NON sarebbe fiera di me).

Quindi in certi momenti ci sorprendiamo (neanche troppo) a pensare di non aver combinato niente di buono per il solo fatto di non avere nessuno con cui condividerlo e c’è sempre quell’amica, o la sorella o perfino l’estranea che incontri in fila all’Esselunga che ti grida:” SVEGLIAAAAAA!! Ma ti senti?” Ma quanto ci piace crogiolarci in queste paturnie? Quanto ci piace lamentarci di essere le uniche e sole a soffrire di solitudine, di essere delle sfigate. La verità è che ci vuole molto più coraggio ad ammettere che in realtà dovremmo bastare a noi stesse e cominciare a lavorarci. Dovremmo accettare che abbiamo degli interessi da coltivare, una nostra autonomia, una nostra sfera di libertà a cui non dovremmo mai voler rinunciare. Che da sole non lo siamo mai nel momento in cui siamo con noi stesse, ci conosciamo, ci dedichiamo del tempo, ci miglioriamo e perchè no, sperimentiamo nuovi modi di essere.

Comincio a credere sempre di più che non ci sia nulla da cercare o da controllare negli altri. Che le cose accadono o non accadono, che le persone si piacciono o non si piacciono e che alla fine, nonostante i nostri tentativi inutili di far girare gli ingranaggi in quelle relazioni insane in cui ci catapultiamo, sono poche quelle a cui siamo affini. Che – SPOILER- non siamo la metà della mela di nessuno, e che e’ sbagliato aspettarci che sia così. Che ogni giorno può andare bene o andare di merda ma e’ un giorno che impieghiamo per conoscerci e costruirci, e che siamo responsabili solo di quello che facciamo o non facciamo, che diciamo o non diciamo.

Forse un inizio too strong, devo ammetterlo, ma vabeh, volevo seminare questo piccolo pensiero nei vostri cervelli autodistruttivi come il mio. Arrabbiatevi con voi stesse ogni volta che non vi sentite in grado, arrabbiatevi ogni volta che pensate di non essere abbastanza, perchè purtroppo è solo quello che vi volete raccontare.

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